Matteo Polidoro

Chef executive

Da sempre appassionato di cucina e di alta ristorazione, completa gli studi alberghieri seguiti dagli attestato AIS e ANAG. La sua formazione si consolida in rinomati ristoranti e resort esteri e italiani: “Palace Hotel di Gstaad*****” di Gstaad, “The Gleneagles Hotel*****” di Gleneagles, “Hotel Salviatino**” di Fiesole e il ristorante “Andrew Fairlie” di Gleneagles, in Scozia.
Matteo Polidoro ha saputo unire la sua profonda passione per la cucina all’amore per la montagna e, sperimentando continuamente nuovi ingredienti ricercati. Il ristorante propone sempre piatti originali e ricercati come il gelato al frutto della passione e caviale Calvidius, accanto a piatti tipici locali come le squisite tagliatelle al ragù di cinghiale.

Rosa e Milena Polidoro

Cucina

Sono le regine della cucina,  sempre attente alla freschezza e fragranza di ogni ingrediente. La discussione con Matteo è sempre dietro l’angolo, fra il radicchio nostrano e le ricette in continua sperimentazione. La cuoca Rosa ama la cucina siciliana, come le panelle e le sfincione; prepara gli ingredienti della serata ascoltando musica italiana, tra le canzoni di Morandi, le melodie di Ornella Vanoni e il rock di Mal dei primitives. Milena è appassionata di musica rock e metal, Mötley Crüe e Dream Theater in primis. Nei weekend liberi ama viaggiare con la famiglia e magari gustare qualche prelibatezza oltre confine. Il suo piatto preferito sono gli spaghetti alle vongole del fratello Matteo.

Mario Polidoro

Pizzaiolo

Le passioni di Mario spaziano dalle Olimpiadi al giardinaggio. Ama andare a funghi con Matteo o con i suoi amici, magari per preparare una tagliatella la sera. A fine stagione gli piace prendersi dei giorni per visitare le bellezze architettoniche vicino a Milano, come i Giardini Reali di Monza o il Ponte Coperto sul fiume Ticino (Pavia). La sua canzone preferita? I Feel Fine dei Beatles. Dopo molti anni di attività nel settore dell’industria tessile per l’alta sartoria italiana, segue la passione del figlio e decide di investire sulla ristorazione in Lombardia, dove vive con la moglie Rosa.
L’amore per il pane e la panificazione nasce in Basilicata, durante le estati di Grottole, in provincia di Matera. La sua pizza è la 4 stagioni, con prosciutto Vigezzino e le verdure di stagione. Nel forno a legna di Mario vengono cotti molti ingredienti che fanno parte delle composizioni di Matteo, dai cestelli di pane alle bruschette per una buona Caprese. Apprezzati sulle recensioni anche i suoi grissini fatti a mano e cotti al forno a legna.

I gusti tradizionali della regione Lombardia uniti alle fragranze lucane di Matera

Origini e territorio del team

Matera e la Basilicata

La citta’ dei sassi e la regione della mozzarella

Le origini della famiglia Polidoro ci portano in una regione del sud, la Basilicata, situata tra la Calabria e la Puglia, nella parte meridionale dell’Italia. Una regione ove silenzio, colori, profumi e sapori portano lontano dal frastuono e dallo stress della vita moderna, regalando sensazioni uniche. I boschi e le foreste che ricoprono le montagne sono costellati da piccoli e suggestivi borghi. La Basilicata è bagnata da due mari: lo Ionio e il Tirreno. La cucina tipica della Basilicata è interamente basata sui prodotti locali, sapientemente combinati in pietanze caratteristiche e d’antichissima tradizione. Protagonista delle tavole lucane è la pasta di grano duro, lavorata a mano con antichi utensili. Capoluogo di provinica della regione è Matera, città fra le più antiche al mondo. Scavata nella roccia, i Sassi di Matera sono un insediamento urbano derivato dalle varie forme di civilizzazione che si sono susseguite negli anni. La città fece parte della Puglia (Terra d’Otranto) fino al 1663, quando venne incorporata alla Basilicata e nominata capoluogo, vivendo il suo periodo migliore, più florido e prestigioso. Dal primo decennio del 1800 e fino al 1952, la città ha vissuto più di un secolo di decadenza così grave da costringere i cittadini meno abbienti ad utilizzare le grotte come abitazioni, sia per i nuclei familiari che, spesso tutti insieme, per gli animali fino a che nel 1952, con le leggi speciali sui Sassi voluta da Alcide De Gasperi, oltre 15.000 persone furono trasferite, nel corso degli anni, dalle grotte nei nuovi rioni della città moderna. Proclamati, nel 1993, Patrimonio Mondiale dell’Umanità tutelato dall’UNESCO, i Sassi sono stati oggetto di complesse azioni di restauro e di recupero delle loro strutture originali. Il 17 ottobre 2014, il ministro ai Beni e alle Attività culturali e al Turismo ha proclamato Matera Capitale Europea della Cultura per il 2019e lo chef  Matteo ha dedicato il piatto della gift card 2019 proprio a questo meritato premio.

L’aera geografica del ristorante

Gallarate e le Alpi Lepontine

Gallarate è un comune del Basso Varesotto sito nell’Area metropolitana di Milano, a 6 km di distanza dall’aeroporto di Malpensa. l nome della città deriva probabilmente dai Galli.
Gallarate ha saputo cogliere il potenziale offerto dal vicino aeroporto della Malpensa, trasformandosi così dagli anni ’50 in un centro terziario e commerciale di crescente importanza. E’ un centro logistico internazionale con importanti collegamenti con i mezzi di superficie, la fermata Trenord di riferimento è Malpensa – facilemente collegabile a Milano Cadorna (centro storico, scala, duomo, via Dante) e Torino.
Una curiosità: il piatto tipico di Gallarate è il risotto con la luganiga, ovvero il risotto con la salsiccia. Il 18 giugno 1998 la città di Gallarate entrò nel Guinness dei primati proprio grazie al risotto e luganiga preparato con 300 kg di riso, 150 kg di salsiccia e 800 litri di brodo, mescolato in continuazione da nove cuochi professionisti con lunghi remi di legno; furono realizzati 1066 kg di risotto e luganiga per un totale di 5000 razioni. Le maschere ufficiali della città di Gallarate nacquero in occasione di questo evento e sono Re Risottoinsieme con la sua compagna, Regina Luganeghetta.

Per un pranzo di lavoro o per una gita in bicicletta nella valle dei laghi

I paesaggi della Val d’Ossola

La Val d’Ossola è una vallata alpina di rara bellezza, situata al confine estremo tra Italia e Svizzera, in quella punta del Piemonte che sembra non appartenere a nessun padrone: una terra sorprendentemente autentica e dalla natura selvaggia. Fa parte della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola e corrisponde a buona parte del bacino idrografico del fiume Toce. Comprende sette valli laterali principali: Valle Anzasca, Valle Antrona, Val Bognanco, Val Divedro, Valle Antigorio, Valle Isorno, e Val Vigezzo. Inoltre fa parte dello stesso bacino orografico la Val Formazza, segmento superiore della Valle Antigorio.

Sulle alture si può godere una natura incantevole e al tempo stesso selvaggia con l’elemento “acqua” in tutte le sue forme: il ghiaccio che ha scavato orridi impressionanti, la neve che d’inverno trasforma l’Ossola in una splendida location per gli sport invernali, sorgenti da cui sgorgano acque ricche di minerali vitali, calde fonti termali, l’acqua come fonte di energia per l’uomo, che ha costruito imponenti dighe e centrali idroelettriche. Proprio dalla diga di Morasco, in alta valle Formazza, si stacca il salto d’acqua più alto d’Europa, la spettacolare cascata del Toce.

Oltre alla flora e la fauna unica, in queste vallate vive una piccola farfalla, Erebia christi: una farfalla alpina estremamente rara che vive esclusivamente qui e si è estinta nel resto del mondo. Molto suggestivi sono anche gli stambecchi che si inerpicano sui 90° della parete della diga del Cingino, in alta valle Antrona, in cerca del sale di cui sono ghiotti. Di rara bellezza anche i laghi alpini dell’Ossola: gli occhi blu delle montagne ricordarci le parole di Wallace Stevens.

forse la verità dipende da una passeggiata intorno al lago”
(Wallace Stevens).

Pranzi e cene di rappresentanza
Varese, Gallarate, Aeroporto di Milano, Malpensa fiere

La città sta potenziando le proprie infrastrutture e si propone anche come base logistica. Tradizionalmente posta lungo l’asse della Strada statale 33 del Sempione, Gallarate possiede un’omonima uscita lungo l’Autostrada A8 (Autostrada dei Laghi) e una sulla diramazione A8-A26 (Gallarate-Gattico). La stazione di Gallarate, posta lungo la ferrovia del Sempione, funge da località di diramazione della Ferrovia Gallarate-Laveno e della Ferrovia Gallarate-Varese. Tale impianto è servito da treni regionali di Trenord, nell’ambito di un contratto di servizio stipulato dalla compagnia ferroviaria con la Regione Lombardia, e da treni a lunga percorrenza.

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Team del ristorante, benvenuto in famiglia, ristorante ai piedi delle Alpi Lepontine

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Cucina tradizionale e nuovi sapori

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Ristorante a Cajello, antico borgo ai piedi della Val d’Ossola e delle Alpi Lepontine